La rintelatura, i metodi

Rintelatura o foderatura
Nel restauro è l’operazione volta a consolidare la tela di un dipinto per mezzo dell’applicazione di una nuova tela su di essa, tramite materiali adesivi. I metodi utilizzati variano in relazione alla composizione degli strati del dipinto (dalla tela, alla preparazione, al colore) e comunque tendono ad agire avendo cura di non alterare le caratteristiche della superficie (pennellate in rilievo) e quelle dovute al normale invecchiamento dell’opera (craquelure). I metodi più diffusi sono riconducibili alle così dette rintelature a pasta (vedi colla pasta), a cera-resina, 0 a rintelature con materiali sintetici.
Vedi inoltre tavola calda.
Francese: Rentoilage – Inglese: Relining – Spagnolo: Reentelado – Tedesco: Rentoillierung.


 

Dipinto, dal quale era stato ricavato un paravento

Rintelatura a cera resina
Tecnica di foderatura documentata dalla fine del XVIII secolo e tipica dei paesi nordici, dove si è diffusa favorita dalle caratteristiche del clima, rigido e umido. Si caratterizza per l’uso di un adesivo composto da cera mista a resina che, steso sul verso, viene fatto aderire mediante una stiratura con ferro da stiro o tramite l’uso di una tavola calda. La tecnica evita quindi l’apporto di umidità al dipinto caratterizzandosi per una buona permanenza delle caratteristiche adesive nel tempo e per la resistenza agli attacchi microbiologici. Tuttavia, oltre al rischio di una modificazione dell’aspetto cromatico dell’opera, l’operazione non assicura una completa reversibilità, in quanto, seppure è possibile rimuovere la nuova tela riscaldando l’adesivo, non è possibile agire sulla cera resina che è andata a impregnare il supporto originale. Per tali motivi la tecnica è stata oggi per lo più abbandonata a favore di metodi che prevedo l’utilizzo di adesivi sintetici.
Francese: Rentoilage à cire résine – Inglese: Wax-resin lining – Spagnolo: Reentelado a cera resina.


Rintelatura a colla pasta
Tecnica di foderatura documentata già nel XVII secolo. Si caratterizza per l’uso di una colla pasta che, nella tradizione fiorentina, è composta da farina di frumento, farina di segale, farina di semi di lino, acqua, trementina veneta, fungicida e colla forte. La tecnica impiega quindi materiali che possiedono una buona compatibilità con quelli originali, facilmente asportabili e dal discreto potere adesivo. Tuttavia, oltre ad agire negativamente su materiali sensibili all’umidità, la colla pasta perde con il tempo il suo potere adesivo e tende a vetrificare e quindi a irrigidire. Una particolare attenzione nei confronti delle condizioni ambientali in cui conservare un dipinto così trattato risulta quindi fondamentale, anche per prevenire eventuali attacchi di microrganismi.
Francese: Rentoilage à la colle de pate – Inglese: Glue-paste lining – Spagnolo: Reentelado a pasta de harina – Tedesco: Kleisterentoillierung.


Rintelatura a strisce o strip lining, falsi margini
Applicazione di strisce di tela lungo i bordi della tela originale per facilitare una operazione di rintelaiatura senza dover ricorrere – perché giudicata non necessaria- ad una rintelatura.
Francese: Pose de bandes de tension – Inglese: Strip lining – Spagnolo: Reentelado a bandas.


Rintelaiatura
Operazione (generalmente successiva a una rintelatura) che consiste nel sostituire un vecchio telaio giudicato non più adeguato con uno nuovo, più consono alle necessità del dipinto.
Francese: Remise en extension – Inglese: Mounting – Spagnolo: Refaerzo – Tedesco: Rahmung.

Manfredi Faldi


Estratto da:

Manfredi Faldi , Claudio Paolini, Glossario delle tecniche artistiche e del restauro, edizioni Palazzo Spinelli, Firenze 2000