Interventi al supporto ligneo
Contrariamente alle convinzioni comuni il legno è un materiale molto resistente: il suo degrado non è infatti dovuto a cause intrinseche ma all’ambiente, o meglio agli squilibri ambientali (variazioni di umidità o insorgere dell’azione di agenti biotici come funghi, batteri o insetti), in cui si trova.
Il restauro di un dipinto caratterizzato dalla presenza di un supporto ligneo non deve perciò essere effettuato nella convinzione di aver trovato la soluzione nell’intervento specifico o nel materiale adottato, ma deve essere valutato in diretta relazione con la ricerca delle condizioni di stabilità dell’ambiente in cui verrà poi conservata l’opera.


Disinfezione
Le alterazioni provocate dai funghi, riscontrabili sui supporti lignei conservati in ambienti di elevata umidità, possono danneggiare le pareti cellulari del legno facendogli perdere consistenza e alterandolo cromaticamente. Tra le più dannose alterazioni provocate dall’attacco fungino è da segnalare la “carie” che può distruggere prevalentemente la lignina (carie bianca), o la cellulosa, con il conseguente ritiro della lignina che si fessura dando al legno la caratteristica forma a cubetti (carie bruna, carie a cubetti, carie burrosa). Meno gravi invece le alterazioni provocate dai batteri: per questi (come per le muffe) il trattamento prevede ancora essenzialmente l’impiego di antibiotici, per quanto sia stato studiato l’effetto sterilizzante dei raggi gamma. Sono comunque efficaci anche i tradizionali trattamenti con gas tossici o altri prodotti normalmente utilizzati per la disinfestazione.


Disinfestazione
L’indicazione di un attacco in atto di insetti xilofagi avviene spesso dall’osservazione di rosume espulso dal foro di sfarfallamento. L’esame radiografico potrà evidenziare con chiarezza le zone di degrado che spesso appaiono concentrate subito sotto gli strati preparatori e in corrispondenza delle giunture delle tavole. La necessità di raggiungere con sostanze impregnanti gli strati più interni, non interagire con gli strati preparatori e pittorici e al tempo stesso mantenere l’opera protetta nel tempo, sono i criteri alla base di un corretto intervento di disinfestazione. Allo stato attuale il rimedio più valido si basa sull’uso di bromuro di metile in camere stagne a temperatura e pressione ordinarie. Il bromuro di metile può, però, non raggiungere parti dell’opera a causa della presenza di cere o vernici e, inoltre, non assicura nessuna protezione nel tempo; è perciò preferibile far seguire un trattamento con clorofenoli o altri insetticidi.


Consolidamento
L’operazione tende a ristabilire un grado sufficiente di coesione e consistenza delle fibre del legno degradate dall’attacco di insetti xilofagi o dalla flora fungina e batterica. L’opportunità di un intervento di consolidamento nonché la scelta della sostanza consolidante deve sempre essere attentamente valutato: la sostanza deve essere compatibile con l’opera, deve penetrare e distribuirsi uniformemente senza creare tensioni né alterare l’aspetto estetico del legno. Una volta penetrato il consolidante, inoltre, non potrà essere più completamente rimosso: l’intervento è cioè da considerarsi irreversibile. Le tecniche più valide prevedono l’impregnazione, a pennello o per immersione o -più raramente- sottovuoto, di resine acriliche in soluzione, dopo opportune protezioni dello strato pittorico.


Risanamento
Le forti tensioni prodotte dalle variazioni termoigrometriche sul supporto ligneo possono causare separazioni delle tavole, fenditure e rotture del tavolato. In passato si applicavano innesti a coda di rondine lungo le fessurazioni e le giunture: queste dovevano essere in legno ben stagionato, della stessa essenza del tavolato e con le fibre orientate nello stesso verso. Più recentemente si sono eseguiti solchi rettangolari colmati con innesti di legno della stessa forma. Oggi il risanamento si effettua creando un solco a V (con il vertice verso lo strato pittorico) lungo tutto lo spessore del danno. I solchi vengono colmati incollandovi piccoli pezzi di legno stagionato, con lo stesso andamento della fibratura. La forma triangolare e la dimensione garantiscono la perfetta calettatura nel solco, riducono al minimo le contrazioni, permettono di avvicinarsi allo strato pittorico con la minor porzione possibile di legno ma con ampia superficie di incollaggio.


Raddrizzamento e schermi protettivi
Il raddrizzamento di tavole deformate è in linea generale sconsigliata in quanto può produrre gravi danni alla parte dipinta e, nel tempo, provocare spaccature. I sistemi adottati prevedono infatti la forzatura della tavola per mantenere appianata la superficie che tende a tornare nelle condizioni precedenti al trattamento. Il raddrizzamento può essere ottenuto variando il grado di umidità della superficie posteriore del dipinto mediante riscaldamento o imbibizione di acqua, oppure eseguendo delle incisioni parallele al senso delle fibre ed inserendovi degli elementi in legno. Ambedue i sistemi richiedono l’immediata applicazione di una parchettatura. Dato che le curvature dei dipinti su tavola sono una conseguenza della mancanza di equilibrio fra il verso (libero di scambiare umidità con l’aria circostante) e il recto è preferibile applicare sul retro uno schermo impermeabile che possa mantenere equilibrato il gradiente di umidità.


Parchettatura
I dipinti su tavola hanno tendenza a incurvarsi e fendersi al variare delle condizioni termoigrometriche. Per prevenire e correggere queste deformazioni sono stati messi a punto vari sistemi di sostegno. Fra questi il più elaborato è la parchettatura, che consiste in un sistema di traverse di sostegno scorrevoli poste ad intervalli regolari e a contatto con la tavola, mantenute sul posto da ulteriori traverse perpendicolari a queste. I vecchi sistemi di parchettatura, contrastando i movimenti del legno costretto in una posizione fissa, hanno provocato ampie fratture e vengono solitamente sostituiti. Oggi la tendenza è di mettere in opera strutture più complesse che limitino il rischio di un blocco delle traverse mobili. Nel caso la parchettatura dovesse divenire un ostacolo ai naturali movimenti del supporto è infatti necessario che sia questa a cedere, staccandosi o rompendosi, prima che si verifichino fenditure o scollamenti alla struttura originale.


Interventi al supporto ligneo Traverse e altre strutture di sostegno
Il supporto di un dipinto su tavola è composto da una o più assi unite fra loro (tavolato), e da un sistema di rinforzo (telaio) che può essere costituito semplicemente da una o più traverse; anche la cornice può essere stata concepita come struttura di sostegno. Le traverse venivano applicate direttamente sul retro del tavolato (assottigliando talvolta la superficie di appoggio) e fermate con chiodi, colle e vari tipi di incastro, spesso scorrevoli. La loro funzione è di sorreggere le assi del dipinto aiutandole a mantenere la planarità, prevenire e correggere le deformazioni distribuendo le forze indotte e trasmesse al variare del tasso di umidità. Ogni loro modifica deve sempre essere preceduta dalla valutazione della funzionalità dell’insieme, ricercando le condizioni migliori perché il supporto possa non interagire negativamente sugli strati, assai più rigidi, di preparazione e colore.


Interventi al supporto ligneo Trasporto
In casi di totale compromissione del supporto e quando ogni altra soluzione sia risultata inefficace si ricorre all’operazione di trasporto, cioè di trasferimento degli strati della pittura dal supporto originale ad uno nuovo. Le modalità, gli strumenti e i materiali impiegati sono ancora oggi sottoposti a sperimentazione in quanto l’operazione comporta sempre gravi rischi per l’opera che, inoltre, subisce un profondo snaturamento. Il procedimento prevede la demolizione progressiva del supporto ligneo oppure la separazione dello strato pittorico dal supporto ottenuta ammorbidendo gli strati preparatori in modo che questi perdano il loro potere adesivo. Il nuovo supporto dovrà garantire stabilità assoluta alla pellicola pittorica e potrà essere in legno di balsa oppure costituito da un cartone di bakelite fra due strati di vetroresina, interponendo fra questi e lo strato pittorico un foglio di polistirolo che garantisca la possibilità di futuri interventi di restauro.

Manfredi Faldi – Claudio Paolini

artisEstratto da: Artis (Art and Restoration Techniques Interactive Studio), Direzione scientifica: Manfredi Faldi, Claudio Paolini. Cd Rom realizzato da un gruppo di istituti di restauro europei, coordinati dall’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli, con il determinante contributo della Commissione Europea nell’ambito del programma d’azione INFO2000.

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