Il graffito

Tecnica utilizzata nella doratura, il graffito permette di ottenere piccole lumeggiature o decorazioni dorate su campiture di colore.

Il graffito nella doratura.
Piccole lumeggiature o decorazioni dorate su campiture  possono essere ottenute dorando uniformemente la superficie interessata, stendendo su questa il colore e andando poi a ricercare l’oro sotto la campitura graffiandone leggermente la superficie secondo il disegno prestabilito.

CAPITOLO CXLI

Come dèi fare un drappo d’oro o negro o verde, o di
qual colore tu vuoi, in campo d’oro.

Innanzi che entri a colorire, ti voglio mostrare a fare alcun
drappo d’oro. Se vuoi fare un mantello o una gonnella
o un cuscinello di drappo d’oro, metti l’oro con
bolio, e gratta le pieghe del vestire con quello ordine
che t’ho insegnato a mettere un campo. Poi, se vuoi fare
il drappo rosso, campeggia questo cotale oro brunito,
con cinabro. Se bisogna dargli scuro, dagliele di lacca;
se bisogna biancheggiallo, dagliele di minio, tutti temperati
di rossume d’uovo; non fregando però il tuo pennello
troppo forte, nè troppe volte. Lascialo seccare, e
dannegli per lo men due volte. E per lo simile, se gli
vuoi fare verdi, o negri, o come vuoi. Ma se gli volessi
fare d’un bello azzurro oltremarino, campeggia prima
l’oro con biacca temperata con rossume d’uovo. Quando
è secca, tempera il tuo azzurro oltremarino con un poco
di colla, e un poco di rossume, forse due gocciole; e
campeggia sopra la detta biacca due o tre volte; e lascialo
asciugare. Poi, secondo i drappi che vuoi fare, secondo
fai i tuo’ spolverezzi; cioè dèi disegnarli prima in
carta, e poi forargli con agugella gentilmente, tenendo
sotto la carta una tela o panno; o vuoi forare in su un’asse
d’albero o ver di tiglio: questa è migliore che la tela.
Quando l’hai forati, abbi secondo i colori de’ drappi
dove hai a spolverare. S’egli è drappo bianco, spolvera
con polvere di carbone legato in pezzuola; se ’l drappo è
nero, spolvera con biacca, legata la polvere in pezzuola;
e sic de singulis. Fa’ i tuo’ modani, che rispondano bene
ad ogni faccia.

CAPITOLO CXLII

Come si disegna, si gratta, e si grana un drappo d’oro
o d’argento.

Avendo spolverizzato il tuo drappo, abbi uno stiletto di
scopa, o di legno forte, o d’osso; punzío, come stile proprio
da disegnare, dall’un de’ lati; dall’altro, pianetto da
grattare. E colla punta di questo cotale stile va’ disegnando
e ritrovando tutti i tuo’ drappi; e coll’altro lato
dello stile va’ grattando, e gittandone giù il colore bellamente,
che non vadi sfregando l’oro. E gratta qual tu
vuoi, o vuo’ il campo, o vuo’ l’allacciato; e quello che
scuopri, quello con la rosetta grana poi. E se in certi
trattolini non puo’ mettere la rosetta, abbi solo un punteruolo
di ferro che abbi punta come uno stile da disegnare.
E per questo modo cominci a saper fare i drappi d’oro.
Se vuoi fare drappi d’ariento, quella medesima ragione
e condizione si vuole avere a mettere d’ariento
che mettere d’oro. Anche ti dico, se vuoli insegnare ai
putti o ver fanciulli a mettere d’oro, fa’ lor mettere d’ariento,
acciò che ne piglino qualche pratica; perchè è
men danno.

Cennino Cennini, Il Libro dell’Arte, fine XIV sec.