Deformazioni del supporto
La stabilità dimensionale del supporto risulta di fondamentale importanza ai fini della conservazione degli strati di colore e preparazione sovrapposti; essa è legata alle deformazioni e alle variazioni dimensionali che possono manifestarsi su tutti i supporti di natura organica ogniqualvolta si verificano variazioni ambientali di temperatura e di umidità. La possibilità di mantenere costante la percentuale di umidità relativa consentirebbe di evitare di influenzare negativamente gli stessi meccanismi di adesione fra i vari elementi componenti l’opera pittorica: colore, preparazione, supporto. Ciascuno di questi materiali, tuttavia, risponde in maniera diversa alle variazioni termoigrometriche con una propria curva di restringimento e dilatazione, elasticità e resistenza alle trazioni e compressioni: in linea generale i supporti in legno, in tela o in metallo possono deformarsi, dilatarsi e contrarsi senza subire danni, molto più di quanto sia normalmente consentito alla preparazione e al colore.


Controllo e prevenzione
Non essendo possibile ottenere una situazione di equilibrio fra i vari componenti del dipinto fra loro, né sopprimere il comportamento igroscopico dei materiali organici che li costituiscono, le migliori condizioni di mantenimento dovranno orientarsi verso il controllo delle condizioni di stabilità climatiche e verso la ricerca di una distribuzione omogenea delle forze dell’insieme strutturale dell’opera (intervenendo primariamente sul supporto) in modo da prevenire i danni.


I dipinti su tavola: variazioni dimensionali
Per quanto riguarda i dipinti su tavola si dovrà considerare come il legno tenda a portarsi in equilibrio con l’ambiente in cui si trova variando il proprio contenuto di umidità al mutare delle condizioni di umidità dell’aria.
Quando questa aumenta il legno tende ad assorbire umidità dilatandosi, si contrae, invece, quando il tasso di umidità scende. Queste variazioni dimensionali sono generalmente accompagnate da variazioni di forma a causa della anisotropia del legno (le variazioni dimensionali non sono uguali nelle varie direzioni).


I dipinti su tavola: deformazioni
Le deformazioni possono annullarsi al cessare delle sollecitazioni (deformazioni elastiche), oppure essere permanenti. Le tavole dei supporti lignei sono soggette a vari tipi di deformazione (imbarcatura, svergolatura, arcuatura, falcatura), dovute, oltre al tipo di asse impiegata (a taglio radiale, trasversale o tangenziale) e alla specie legnosa, anche alla presenza degli strati superficiali di preparazione e colore che agiscono da barriere nello scambio di umidità con l’ambiente rispetto agli strati posteriori generalmente non protetti (vedi gradiente di umidità). Una tavola avente ambedue le facce libere si mantiene generalmente piana, mentre se ha solo il retro libero tende a produrre un imbarcamento permanente con la convessità rivolta verso la faccia dipinta.


I dipinti su tavola: strutture di sostegno
Ma i dipinti su tavola raramente sono formati da un’unica asse, perciò nei meccanismi che regolano le deformazioni si deve tenere conto anche dell’influenza che i vari elementi (tavola, cornice, traversa, inchiodature ecc.) hanno fra loro. Al variare delle condizioni termoigrometriche ognuno di questi elementi tende a contrastare i movimenti dell’altro. Si creano cioè dei forti stati di tensione che possono provocare deformazioni, separazioni fra le tavole, sconnessioni fra gli elementi di sostegno e il tavolato ed anche danneggiamenti e distacchi del film pittorico.


I dipinti su tavola: elementi vincolanti
La connessione più o meno rigida della traversa al tavolato ne condiziona la libertà di movimento: una traversa incollata impedisce ogni tipo di variazione dimensionale o deformazione del tavolato, una traversa inchiodata limita o impedisce anch’essa l’imbarcamento ma permette un certo scorrimento in quanto i chiodi tendono a flettersi. Le traverse scorrevoli, pur mantenendo la planarità del tavolato, garantiscono al legno la possibilità di ritirarsi e rigonfiarsi, in moda da evitare, in caso di forti variazioni di umidità, fessurazioni, sconnessioni o rotture del supporto. Ciò detto, le traverse scorrevoli non sono da privilegiarsi sempre e comunque: nel caso di condizioni estremamente precarie di uno strato pittorico (assicuratisi che questo possa essere conservato in condizioni di limitate variazioni di umidità), dovranno essere privilegiate traversature rigide in modo da ridurre al minimo le deformazioni che potrebbero danneggiare lo strato pittorico stesso.


I dipinti su tela: il tempo
Le deformazioni che la tela subisce nel tempo, oltre che da fenomeni di degradazione chimica e strutturale, sono fortemente influenzati dalle proprietà stesse della tela, tipo di fibra (canapa, lino, cotone), tessitura, peso nonché dal suo trattamento (tensionamento, sfibratura, applicazione di adesivi). I cedimenti e le borse sono principalmente dovuti a deformazioni subite per l’azione prolungata del proprio peso (somma dei pesi del colore, della preparazione e della tela) che sono denominate “creep”, ovvero deformazione a carico costante. Il creep è influenzato dall’umidità relativa, dalle tensioni imposte dal telaio e dalla differenza di comportamento tra trama e ordito. È comunque stato riscontrato che il degrado delle fibre del tessuto è più accentuato nella zona superiore del dipinto, in particolare lungo i margini e agli angoli, a causa della maggiore tensione provocata dal proprio peso.


I dipinti su tela: il telaio
L’analisi delle deformazioni a cui è soggetta una tela dipinta deve tenere conto delle tensioni che si sviluppano a causa del vincolo costituito dal telaio. Il telaio, nato come struttura fissa con funzione esclusivamente portante, si è col tempo trasformato in un meccanismo di tensione, anche conseguentemente all’utilizzazione di tele non più rigide e autoportanti ma sempre più flessibili e sottili. Il tipo di telaio e lo stato di tensione che questo impone determineranno la distribuzione delle deformazioni della tela lungo le mediane orizzontali e verticali. Nel caso di allentamenti la tensione raggiunta espandendo i quattro angoli del telaio è fonte di nuove dissimmetrie che provocano spesso la comparsa di crettature in direzione opposta agli angoli retti del telaio. L’allentamento della tela, oltre a mettere in pericolo l’aderenza della pittura per lo stress meccanico provocato, può far marcare i bordi interni del telaio sulla superficie dipinta.


I dipinti su tela: l’umidità
Al variare del tasso di umidità dell’aria la tela, come il legno, è soggetta a variazioni dimensionali: con l’aumentare dell’umidità relativa le tele si allungano mentre con l’evaporazione dovuta all’abbassarsi dell’umidità ambientale la tela tende a contrarsi: a differenza del legno, inoltre, l’elasticità della tela tende a diminuire col tempo, le fibre divengono più rigide e fragili e le deformazioni divengono permanenti. Per migliorare il comportamento elastico alle sollecitazioni ambientali le tele di rifodero vengono sottoposte a tensionamenti ripetuti e all’applicazione di un adesivo che ha tra l’altro il compito di fissare la deformazione imposta. La tela, intendendo con questo la tessitura di tipo comune “ad armatura tela”, è soggetta, tra l’altro, a variazioni dimensionali differenti nei due sensi, il filo trasversale della trama subisce infatti maggiori fluttuazioni rispetto a quello dell’ordito al mutare delle condizioni di umidità dell’aria.

Manfredi Faldi – Claudio Paolini

artisEstratto da: Artis (Art and Restoration Techniques Interactive Studio), Direzione scientifica: Manfredi Faldi, Claudio Paolini. Cd Rom realizzato da un gruppo di istituti di restauro europei, coordinati dall’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli, con il determinante contributo della Commissione Europea nell’ambito del programma d’azione INFO2000.

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