Danni ai supporti tessili
Un costante controllo del dipinto nel tempo (e soprattutto dell’umidità relativa e della temperatura dell’ambiente dove è conservato) può prevenire, affiancato a normali interventi di manutenzione, la maggior parte dei danni che si possono verificare nel corso dell’invecchiamento dell’opera. Decisamente più gravi, invece, sono i danni subiti dalle opere d’arte per cause naturali accidentali, per traumi eccezionali dovuti all’uomo e, soprattutto (a differenza di quanto si possa pensare), per errati interventi di restauro effettuati nei secoli passati.


Strappi della tela e degrado della cellulosa.
Gli strappi della tela, osservabili con particolare frequenza, pur essendo per lo più riconducibili a traumi accidentali, sono strettamente connessi al particolare stato di conservazione dell’opera. La sensibilità della tela alle variazioni di umidità provoca infatti allentamenti, trazioni e tensioni disomogenee. Inoltre la cellulosa, maggior componente delle tele, si degrada inevitabilmente al contatto con l’atmosfera perdendo di elasticità. Ossidandosi il tessuto diviene più scuro e fragile e, in presenza di acidi da inquinamento atmosferico, si decompone trasformandosi in idrocellulosa: in tali condizioni gli attacchi microbiologici accelerano il proprio sviluppo ed ogni più lieve sollecitazione meccanica può produrre strappi e lacerazioni della tela. Tale processo è accelerato dalla presenza di colle e olii.


Interventi di rintelatura non corretti.
L’intervento di rintelatura, cioè l’incollaggio della tela di supporto su di una tela nuova (documentata come pratica connessa all’intervento di restauro già nel Settecento), richiedeva, e tuttora spesso richiede, l’impiego del calore e contemporaneamente della pressione. Si comprenderà quindi facilmente come questa operazione, quando non venga eseguita correttamente, possa causare al dipinto danni particolarmente gravi ai quali spesso è impossibile porre rimedio, come accade con l’alterazione dell’impasto dovuta all’uso di calore eccessivo.


Interventi di rintelatura non corretti.
La tela di rifodero, qualora non possieda determinate caratteristiche o non venga adeguatamente trattata prima dell’operazione, può provocare fenomeni di tensione e allentamento, non solo vanificando lo scopo dell’intervento di restauro, ma procurando ulteriori danni. Una rintelatura non corretta, inoltre, può portare ad esaltare i difetti del supporto originale, come le cuciture ed altre imperfezioni della tessitura, danneggiando la pittura.
E’ inoltre da tener presente che, spesso, piccoli strappi della tela sono stati fissati con strisce di carta o di stoffa (toppa), applicate sul verso con collanti di varia natura. In alcuni casi anche questo intervento può essere la causa di forti contrazioni con la conseguente deformazione del supporto.


Interventi non corretti: schiacciamento delle pennellate.
Nei dipinti -con maggiore o minore frequenza a seconda del periodo preso in considerazione- la forma, l’andamento e il vigore delle pennellate animano la materia e permettono di seguire il lavoro dell’artista, di comprenderne meglio lo stile, la tecnica e l’intero processo creativo. Lo studio del ritmo del pennello contribuisce, inoltre, al processo di valutazione della qualità dell’opera, fino a diventare elemento fondamentale nello stabilire l’originalità stessa del dipinto. Molti interventi di rintelatura, consolidamento e fermatura del colore di dipinti su tela e tavola, non tenendo conto di questi fattori (ovvero, considerando il dipinto una superficie bidimensionale priva di una materia caratterizzata da un proprio spessore), hanno provocato uno schiacciamento degli impasti e delle pennellate pastose, distruggendo una specificità che nessun restauro potrà mai risarcire.

Manfredi Faldi – Claudio Paolini

artisEstratto da: Artis (Art and Restoration Techniques Interactive Studio), Direzione scientifica: Manfredi Faldi, Claudio Paolini. Cd Rom realizzato da un gruppo di istituti di restauro europei, coordinati dall’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli, con il determinante contributo della Commissione Europea nell’ambito del programma d’azione INFO2000.

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