Sollevamenti dovuti al supporto

Sollevamenti dovuti al supporto

Strutture di sostegno mal concepite

I danni più gravi riscontrabili sulle tavole dipinte sono sempre da attribuire all’azione diretta o indiretta del supporto ligneo. Gli strati di preparazione è di colore, pur essendo strettamente collegati al supporto, hanno differenti proprietà e reagiscono alle sollecitazioni igrometriche in maniera diversificata. Anche gli elementi del supporto (tavola, cornice, traversa) reagiscono differentemente. Incollaggi, incastri, chiodi, impongono poi particolari andamenti alle deformazioni. Se manca una attenta analisi preliminare delle condizioni di stabilità dell’insieme, qualsiasi intervento di sostituzione o modifica, anche solo di una parte del supporto, rischia di compromettere le condizioni di equilibrio degli strati superficiali. Operazioni di spianamento forzato del tavolato possono poi produrre ampi sollevamenti dello strato pittorico.


Danni causati dall'intervento di trasporto

Danni causati dall’intervento di trasporto

Trasporto e marouflage

L’operazione di trasporto, praticata dal ‘700 in casi di gravissime condizioni del supporto ma subito accompagnata da forti polemiche, consisteva nel ammorbidire gli strati preparatori in modo da poter effettuare il distacco dello strato pittorico dal supporto originale E trasferirlo su un nuovo supporto. In seguito il sistema ha previsto alla demolizione parziale del supporto riducendo progressivamente lo spessore del legno. Di uso più frequente è stato il trasporto da tavola a tela ma non sono rari i casi di trasporto da tavola a tavola ed anche da tela a tela. I danni sia di natura fisica che estetica riscontrabili sulle opere che hanno in passato subito tale drastico trattamento sono innumerevoli e gravissime. Meno grave, anche se sempre snaturante, l’intervento di marouflage che consiste nel incollare un dipinto su tela su supporto rigido: la pittura spesso prendere l’impronta della tela e assume un aspetto in naturale.


Parchettatura di un supporto ligneo

Parchettatura

Allo scopo di prevenire o correggere le deformazioni del supporto ligneo, in passato, si ricorreva quasi esclusivamente all’intervento della parchettatura.
La tecnica risale approssimativamente al 1700 e prevede numerose varianti sia per ciò che riguarda i materiali impiegati che i metodi di costruzione e applicazione al supporto.
Nell’800 veniva applicata sistematicamente ad ogni opera in restauro: tale sistema però, limitando i naturali movimenti legno, ha spesso causato danni irreversibili virgola come il formarsi di ampia fenditure della tavola e sollevamenti o cadute dello strato pittorico. Per facilitare lo spianamento e correggere le deformazioni l’operazione veniva frequentemente preceduta dall’assottigliamento dello spessore della tavola, operazione che col tempo finiva per favorire fessurazioni e danneggiamenti allo strato pittorico, accentuati poi dalle tensioni generati dalla pesantezza della struttura di sostegno, spesso superiore alla tavola stessa.


Gallerie provocate da insetti xilofagi

Gallerie provocate da insetti xilofagi

Assottigliamento e riduzioni dimensionali del supporto

L’assottigliamento dello spessore della tavola veniva talvolta effettuato anche solo per eliminare le parti più gravemente danneggiate da insetti xilofagi, rendendo così l’opera più fragile e influendo sulla stabilità igrometrica raggiunta col tempo dal legno, creando dei bruschi scompensi. Non è raro il caso di opere pittoriche che non conservano le dimensioni originali a causa di interventi volti a inserirle in cornici già esistenti. Più raro il caso di veri e propri tagli del supporto al fine di moltiplicare l’opera e trarne maggiori benefici. Lo smembramento dei politici anche se non accompagnato dalle riduzioni delle misure dei singoli scomparti è sempre comunque una gravissima forma di menomazione per la opera, per non parlare della separazione di tavole dipinte sulle due parti come accade nel 1771 con la Maestà di Duccio.


Sollevamenti dello strato pittorico

Sollevamenti dello strato pittorico

Materiali inadeguati

Spesso metodologie di intervento corrette sono state effettuate con prodotti che si sono poi rivelati inadeguati. Danni gravissimi e irreversibili sono stati inferti in passato a supporti, strati preparatori e pittorici a causa di impregnazione con sostanze consolidanti sbagliate. Il consolidamento della struttura lignea è sempre una operazione di estrema delicatezza e deve essere eseguita con passaggi ripetuti aumentando gradualmente la concentrazione del prodotto consolidante: qualora si verifichi una impregnazione disomogenea si possono infatti verificare dannosi scompensi. Prodotti inadeguati o troppo densi possono poi formare una” crosta” in superficie che, oltre a non rendere efficace l’intervento può rendere problematico un intervento successivo. Purtroppo il concetto di reversibilità – se è efficacemente attribuibile alla stragrande maggioranza degli interventi di restauro – non lo è altrettanto per ciò che riguarda le sostanze impregnanti.


Innesto a cuneo

Innesto a cuneo

Impregnanti non idonei

La protezione del retro della tavola con una barriera che conferisca equilibrio alle due facce è stata talvolta effettuata con sostanze troppo impermeabilizzanti o penetrate troppo in profondità (come la cera applicata a caldo o le pellicole siliconiche) facendo emergere nuovi squilibri con comparsa di nuovi è più gravi danni. L’uso di sostanze impregnanti non idonee può accentuare la tendenza alle variazioni di dimensione e forma del legno producendo deformazioni e fessurazioni e danneggiamenti o distacchi dello strato pittorico prima inesistenti. Le alterazioni, oltre che di natura fisica possono essere anche di natura estetica alterando l’equilibrio cromatico dell’opera. Frequenti sono inoltre fessurazioni e spacchi dovuti ad innesti costruiti con essenze legnose diverse dal supporto, non stagionate a sufficienza ho collocate controvena.

Manfredi Faldi – Claudio Paolini

artisEstratto da: Artis (Art and Restoration Techniques Interactive Studio), Direzione scientifica: Manfredi Faldi, Claudio Paolini. Cd Rom realizzato da un gruppo di istituti di restauro europei, coordinati dall’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli, con il determinante contributo della Commissione Europea nell’ambito del programma d’azione INFO2000.

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