La Craquelure – Introduzione

Non appena il dipinto è terminato, indifferentemente dalla tecnica utilizzata, inizia a deteriorarsi, sia per azione degli agenti ambientali sia per una propria intrinseca instabilità. Fenomeni fisici, chimici e biologici alterano in vario modo la materia di cui è composta l’opera, ad esempio causando delle trazioni meccaniche che sono a loro volta responsabili di gran parte dei danni riscontrabili sul

supporto, sulla preparazione ed anche sul film pittorico.

Esame della craquelure

Da un attento esame delle crettature (o craquelure) è spesso possibile risalire alle cause che le hanno generate e, conseguentemente, ottenere utili informazioni sulla struttura dell’opera. Le fenditure raggiungono gli strati più profondi o si limitano alla superficie del dipinto, si diramano secondo reticolati variabili, rettilinei o concentrici che, intersecandosi tra loro, formano le caratteristiche isole dalle dimensioni e dalle forme più varie.

Il fenomeno può essere evidenziato con l’uso della macrofotografia, ulteriormente esaltato con la luce radente e studiato in comparazione con gli esami in transilluminazione, infrarosso trasmesso e radiografia ai raggi X.

Le differenti categorie

Osservando un dipinto illuminato con un fascio di luce radente possiamo mettere in evidenza come le trazioni meccaniche abbiano con il tempo dato origine a crettature (craquelure), a sollevamenti del colore ed alla perdita dello stesso film pittorico.

Gli studiosi che si sono occupati del primo fenomeno, quello delle crettature, hanno indicato due categorie di craquelure legate a due diversi periodi dell’opera: la craquelure di essiccamento (o craquelure deturpante) e quella di invecchiamento (detta anche nobile).

Elementi costitutivi

La craquelure detta di essiccamento interessa soltanto gli strati superficiali di vernice e colore, è dovuta ad anomale contrazioni della materia stessa e si forma, perciò, nelle prime settimane successive all’applicazione della pittura, anche se talvolta può continuare ad estendersi in profondità negli anni.

La linea di frantumazione è in questo caso larga e irregolare, con solchi che raggiungono, eccezionalmente, anche un centimetro o più di larghezza. La profondità è limitata al livello dello strato pittorico che, a seguito di trazioni interne attuate dal processo di essiccamento, è ancora abbastanza morbido tanto da essere soggetto a deformazione plastica. I bordi delle isole hanno, perciò, un’apparenza fluida e grumosa e i larghi cretti lasciano spesso intravedere lo strato sottostante.

La craquelure di essiccamento

La craquelure detta di essiccamento interessa soltanto gli strati superficiali di vernice e colore, è dovuta ad anomale contrazioni della materia stessa e si forma, perciò, nelle prime settimane successive all’applicazione della pittura, anche se talvolta può continuare ad estendersi in profondità negli anni.

La linea di frantumazione è in questo caso larga e irregolare, con solchi che raggiungono, eccezionalmente, anche un centimetro o più di larghezza. La profondità è limitata al livello dello strato pittorico che, a seguito di trazioni interne attuate dal processo di essiccamento, è ancora abbastanza morbido tanto da essere soggetto a deformazione plastica. I bordi delle isole hanno, perciò, un’apparenza fluida e grumosa e i larghi cretti lasciano spesso intravedere lo strato sottostante.

Questo tipo di craquelure è raro da osservare, in quanto è essenzialmente dovuto ad una errata strutturazione del dipinto o all’uso di materiali non idonei, ovvero al non aver seguito alcune norme che solitamente il pittore è ben attento ad applicare. Cause del suo formarsi possono essere l’applicazione di uno strato di pittura meno flessibile rispetto allo strato sottostante, o l’applicazione di quest’ultimo su una superficie lucida e non assorbente, condizioni ambedue nelle quali viene meno una delle regole primarie della pittura: il grasso su magro. Craquelure di essiccamento sono inoltre osservabili quando siano stati utilizzati in modo improprio metodi e materiali che accelerano l’essiccazione degli strati.

La craquelure di invecchiamento

La craquelure detta di invecchiamento compare quando il film pittorico e lo strato preparatorio sono oramai completamente essiccati e quindi non più in grado di sostenere lo sforzo esercitato dalle fluttuazioni dimensionali del supporto. La linea di frantumazione è invariabilmente sottile, uniforme, relativamente diritta o appena incurvata, può estendersi per una considerevole lunghezza prima di intersecarsi con un’altra frattura. Le isole che si vengono a formare sono in rapporto con lo spessore degli strati: più questi sono spessi più è largo l’intervallo fra le linee di frantumazione. La natura del supporto influenza ovviamente la forma del cretto in quanto all’origine delle trazioni: troveremo addensamenti di craquelure laddove le tensioni sono più forti come agli angoli e verso i margini nei dipinti su tela e secondo le venature del legno nei dipinti su tavola. I bordi avranno spigoli acuti denotando una frantumazione a essiccamento già avvenuto.

La craquelure di invecchiamento si presenta con linee di frantumazione fini e profonde e si sviluppa nella pittura già secca e quindi incapace di resistere alle trazioni meccaniche, accidentali o interne alla struttura. Al variare del tasso di umidità e temperatura dell’ambiente i supporti sono infatti soggetti a variazioni dimensionali: il legno si gonfia e si restringe (favorendo fenomeni di arcuatura, falcatura, imbarcatura e svergolatura), la tela si allenta e si tende.
Nella maggior parte dei casi questa craquelure non limita la lettura del dipinto, è praticamente ininfluente da un punto di vista conservativo e può anzi aggiungere un certo “fascino” all’opera da un punto di vista estetico.

Distacco delle isole

In altri casi, invece, sia la craquelure di essiccamento sia quella di invecchiamento possono raggiungere effetti deturpanti e, interagendo con altri fattori, compromettere la stabilità dell’opera provocando sollevamenti e cadute di colore.
Queste particolari condizioni possono provocare il completo distacco delle varie isole dal supporto con la conseguente perdita di materia.La macrofotografia ci mostra una delle zone del dipinto oramai fortemente compromessa.

Analisi del cretto

La craquelure di invecchiamento si origina dal supporto e si apre come sottile crepa, dalla forma a V col vertice verso il basso, attraverso tutti gli strati dalla preparazione alla vernice. In radiografia ai raggi X si evidenzia come linea scura molto diversa dall’immagine formata dal craquelè di essiccamento. Anche in transilluminazione o infrarosso trasmesso sarà evidente la profondità del cretto. Ovviamente l’osservazione potra essere resa possibile solo nel caso in cui il supporto sia sufficientemente trasparente all’infrarosso alla luce visibile, come nel caso di questa tela.

Crettature non presenti in superficie ma rilevate con questi mezzi possono essere dovute a ridipinture di parti dell’opera o all’utilizzazione di un vecchio dipinto come supporto per l’esecuzione di una nuova opera, operazione non rara nel campo della falsificazione.

Craquelure artificiale

L’analisi della craquelure come verifica dell’autenticità di un dipinto deve sempre essere molto cauta. E’ vero che la craquelure è da sempre considerata come un fattore di autenticità (o meglio di antichità) di un’opera, ma è altrettanto vero che esistono numerosi metodi per procurarla artificialmente. Certo riprodurre una falsa crettatura che penetri anche la preparazione, con isole concave che distaccano i propri bordi dal supporto nella tipica forma a “scodellina”, è sicuramente più difficile che ottenere una semplice craquelure di essiccamento facendo slittare uno strato su un altro, ma allo stesso tempo non dovrà essere considerato autentico tutto ciò che provoca immagini radiografiche. Alcuni sistemi usati nella falsificazione delle opere d’arte, come l’arrotolamento della tela con una preparazione fragile dopo aver accelerato l’essiccamento del colore, provocano cretti profondi e dall’aspetto più che verosimile.

Consunzione del cretto

I bordi, che appena formati sono ad angolo retto, col tempo tenderanno a consumarsi, anche a causa del loro rilievo. Interessante sarà osservare questo particolare della crettatura al microscopio o con la macrofotografia, ma non è detto che il falsario lo abbia trascurato.

Portiamo come esempio di possibile imitazione di craquelure questo dipinto già attribuito a Spinello Aretino e comparso recentemente sul mercato con la dichiarata supposizione che possa trattarsi di un falso storico ottocentesco.

Manfredi Faldi – Claudio Paolini

artisEstratto da: Artis (Art and Restoration Techniques Interactive Studio), Direzione scientifica: Manfredi Faldi, Claudio Paolini. Cd Rom realizzato da un gruppo di istituti di restauro europei, coordinati dall’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli, con il determinante contributo della Commissione Europea nell’ambito del programma d’azione INFO2000.

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