Consolidamento e fermatura del colore
Con il termine consolidamento ci si riferisce a tutte quelle operazioni tese a ristabilire un grado sufficiente di coesione in materiali che hanno subito una compromissione della microstruttura. Tra queste operazioni, oltre agli interventi al supporto (vedi le apposite sezioni dedicate alla rintelatura e al risanamento), si comprendono ovviamente le metodiche tese a fermare i fenomeni di distacco del film pittorico e quindi a ripristinarne la coesione, ovvero quelle operazioni che vanno sotto il nome di fermatura del colore e consolidamento del colore.


Velinatura
Come operazione protettiva, la velinatura viene spesso effettuata prima di spostare un dipinto che necessiti di un restauro, in modo da impedire che parte del film pittorico possa distaccarsi e perdersi nel corso del trasporto e delle successive operazioni. L’intervento consiste nello stendere del collante sul film pittorico, protetto da speciali carte non soggette a contrazione e ad alto grado di assorbimento (come, ad esempio, la carta velina e la carta giapponese). Ovviamente questo collante consentirà una penetrazione negli strati pittorici discontinua e non sufficiente a garantire nel tempo stabilità e solidità all’insieme.


Fermatura del colore, adesivo
Il sollevamento e il distacco dal supporto di porzioni di materia è un fenomeno frequentemente riscontrabile: in genere sono frammenti e foglie di pellicola pittorica che, per cause diverse, tendono a sollevarsi e distaccarsi trovandosi in condizioni di scarsa adesione o prossimi a cadere. Si rende quindi necessario ricreare le condizioni di stabilità dell’insieme, operando con un adesivo che, riportando i frammenti a contatto del substrato o tra loro, assicuri una funzione stabile e permanente.


Fermatura del colore, modalità di applicazione
Nell’operazione di fermatura del colore ci si avvale di sostanze che siano capaci di creare forze attrattive tra le due superfici in contatto. Le modalità di applicazione sono svariate e dipendono essenzialmente dal tipo di adesivo impiegato, classificabile sulla base dello specifico meccanismo di adesione (evaporazione del solvente, processo chimico, fusione e risolidificazione, pressione), o in relazione alla sua origine e natura chimica (animale, vegetale, di sintesi, cere) oppure in base all’applicazione alla quale è destinato.
Nell’immagine a lato un intervento di fermatura eseguito con l’utilizzazione di una spatola calda.


Consolidamento del colore, consolidante
La necessità di un intervento di consolidamento del colore è da porre in relazione alla perdita di coesione di un materiale con un conseguente aumento della propria porosità. Tale risanamento richiede l’impregnazione del materiale decoeso mediante un consolidante allo stato liquido che sia capace, una volta penetrato, di passare allo stato solido ripristinando la coesione.


Consolidamento del colore, modalità di applicazione
I consolidanti possono essere di origine naturale (animale, vegetale) o sostanze di sintesi: molte di queste sostanze sono anche adesive ma i consolidanti devono soddisfare un maggior numero di esigenze: devono infatti avere capacità di impregnazione, tempo di presa lento, compatibilità con i materiali originali e stabilità chimica e fisica. Non devono invece possedere nessuna azione solvente o reattiva verso il materiale da consolidare.
I consolidanti possono essere applicati in soluzione, per fusione o possono essere dei monomeri polimerizzabili.
La mancata chiarezza sulle reali differenze tra sostanze adesive e consolidanti, e di conseguenza sulle operazioni di fermatura e di consolidamento del colore, ha spesso generato equivoci ed errori negli interventi. Un esame particolareggiato e chiarificatore del problema è stato comunque condotto dai chimici Matteini e Moles, dal cui testo La chimica nel restauro sono tratte le precedenti citazioni.


Miglioramento della superficie
Le condizioni dello strato pittorico vengono controllate prima della velinatura protettiva per verificare l’opportunità di eseguire il “miglioramento della superficie”, ovvero attenuare il rilievo delle eventuali scodellature. Questo intervento può essere eseguito, dopo aver opportunamente trattato gli strati pittorici, con ferri da stiro o con l’ausilio della pompa a vuoto.

Manfredi Faldi


Estratto da: Manfredi Faldi ,Claudio Paolini, Arte su arte. Una introduzione alle tecniche e al restauro dei dipinti su tavola e su tela, catalogo della mostra didattica itinerante, Firenze Istituto per l’Arte e il Restauro ‘Palazzo Spinelli’, Firenze 1996


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