ARTEnet - I falsi - Introduzione

   
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In campo artistico il fenomeno della falsificazione impone la riflessione sull'aspetto materico delle singole opere d'arte. I moderni studi di storia dell'arte si sviluppano seguendo differenti metodologie, tutti sembrano però in qualche modo muovere da una visione dell'opera d'arte come separata dalla materia di cui è fatta. Questa stessa materia tuttavia si ribella e torna prepotentemente in primo piano nel momento in cui si pone in dubbio l'autenticità dell'opera stessa. L'autenticità di un'opera d'arte è infatti la condizione essenziale affinché ogni ulteriore sua considerazione abbia un reale "valore".

Affrontare il tema della falsificazione nel settore dell'arte può perciò essere occasione per studiare l'opera, primariamente, sotto il profilo materico alla ricerca comunque, sebbene attraverso un diverso percorso, di quello stesso valore artistico.

La definizione di falso artistico, della quale Cesare Brandi fornisce una, ancor oggi, insuperabile analisi, allontana subito la tentazione di vedere nel falso soltanto un caso di frode commerciale facendoci, invece, considerare la falsificazione assieme alla copia e all'imitazione, quali documenti del livello culturale, degli orientamenti critici, del gusto e dei pregiudizi di un'epoca. (vedi C. Brandi, EUA)

La storia è ricca di esempi di falsificazioni nel campo dell'arte che, sino al formarsi di un cosciente giudizio critico, non sono neanche distinti dalla produzione originale. Dagli esempi documentati risulta evidente quanto i condizionamenti storici, culturali ed economici di ogni epoca via via influenzino l'interpretazione critica e, conseguentemente, la realizzazione dell'oggetto riprodotto. Quasi rendendo possibile ricavare una storia dei mutamenti del gusto e degli orientamenti critico-culturali.

Storici dell'arte, restauratori e scienziati sono ormai da anni alleati nel cercare di smascherare ogni forma di falsificazione nell'arte. Ogni opera supposta falsa verrà così indagata esteticamente, da parte di storici e critici, alla ricerca di errori ed anacronismi stilistici, il restauratore indagherà su tutti i requisiti tecnici che l'opera dovrebbe avere, dal supporto allo strato pittorico mentre tutti i possibili metodi scientifici di esame sopra e sotto la superficie visibile saranno utilizzati alla scoperta di nuove prove inconfutabili e di elementi che possano contribuire al giudizio delle prime due categorie di studiosi.

Ma a tutti questi strumenti di indagine i falsari opporranno una tecnica sempre più astuta impiegando materiali antichi, servendosi di trucchi sempre meno evidenti all'occhio fisico e a quello chimico, onde la storia della falsificazione e della scoperta dei falsi si può dire accompagni e solleciti quella delle scoperte di nuovi mezzi di indagine fisica, chimica e storico artistica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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