ARTEnet - La diagnostica - Le indagini invasive 1

   
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Introduzione

Luce radente
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Fluorescenza UV
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Infrarosso
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Riflettografia IR
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Macrofotografia
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Luce trasmessa
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Radiografia RX
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Indagini invasive
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Le tecniche di indagine analitiche e diagnostiche applicabili alle opere d'arte vengono di solito distinte in due grandi classi:
- invasive, che richiedono il prelievo di un campione, cioè l'asportazione di quantità minime di materia dell'opera, da sottoporre ai vari esami (cromatografia, colorazione istochimica, etc.);
- non invasie, che, come la radiografia ai raggi X o la riflettografia infrarossa, possono essere eseguite direttamente sull'opera interagendo con le superfici attraverso varie forme di energia.
I metodi invasivi sono a loro volta distinti in distruttivi ( i primi e per lungo tempo gli unici ad essere utilizzati), che comportano la modifica o la distruzione del campione esaminato e non distruttivi che, come la spettrofotometria di riflettanza o la fluorescenza a raggi X, permettono lo studio della natura e della struttura del campione senza che questo venga modificato o alterato.

 
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