ARTEnet - I falsi - L'analisi chimica

   
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L'analisi chimica

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La craquelure

La fluorescenza UV

Achille e la tartaruga

 
 

Molte opere false sono state smascherate attraverso l'analisi chimica del colore, cioè identificando pigmenti ancora sconosciuti al tempo in cui il dipinto dovrebbe essere stato prodotto. Né il bianco di titanio né il bianco di zinco possono, ad esempio, essere stati utilizzati da un pittore del Settecento, in quanto i due pigmenti sono stati disponibili dal 1920 il primo e dalla fine dell'Ottocento il secondo. Naturalmente non vi dovranno essere dubbi sulla rappresentatività dei campioni analizzati che dovranno provenire da zone prive di ritocchi e non contaminate da altri materiali.

Recentemente la letteratura artistica si è arricchita di approfonditi studi sulle tavolozze utilizzate dai grandi artisti del passato, naturalmente però i falsari sono stati fra i primi ad interessarsi alle nuove ricerche. L'indagine per stabilire l'autenticità dei dipinti conduce perciò da un lato alla scoperta di sempre nuove caratteristiche tecnico stilistiche e dall'altro stimola la realizzazione di falsi sempre più raffinati.

 
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